martedì 28 febbraio 2012

Decreto Monti e lavoro: Sbrollini e Scalabrin all'incontro del circolo Pd Trissino

DA VICENZAPIU' Decreto Monti e lavoro: Sbrollini e Scalabrin all'incontro del circolo Pd Trissino:
Di Simone Sinico | Lunedi 13 Febbraio alle 17:47 | 0 commenti
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Venerdì 10 febbraio la sala Pro Loco di Trissino è stata teatro dell'incontro intitolato: "La manovra Monti: la posizione del Pd e le ricadute sul territorio", organizzato dal circolo Pd del paese. Massimo Follesa, segretario locale del Pd e Consigliere comunale per la lista Cittadini attivi Trissino anch'io, è intervenuto presentando quale sia la situazione economico-occupazionale di Trissino, a partire dai fallimenti aziendali e perdita di posti di lavoro nei settore orafo, edilizio e conciario passando per gli effetti che le manovre del Governo rischiano di avere sul commercio locale.
Follesa ha invitato i vertici del suo partito, ivi rappresentati dall'onorevole Daniela Sbrollini e dal vice segretario provinciale Pd Maurizio Scalabrin, a concentrarsi soprattutto sulla questione della «creazione dei posti di lavoro e dei lavori in senso più ampio». E per spiegare come sia precaria la situazione economica del paese ha portato un esempio specifico: «Trissino è anche il paese degli investimenti e dei capannoni vuoti, cioè della costruzione dei capannoni senza occupazione. Qui abbiamo visto la costruzione di 27mila metri quadrati di superficie coperta di possibili attività produttive in un'area importante anche storicamente, ma che di fatto non vede l'insediamento di nuove attività. La cosa che fa riflettere i trissinesi è che questi capannoni sono il frutto di una delle famiglie storicamente più importanti in Italia per l'investimento industriale nel tessile che hanno però ritenuto opportuno fare un investimento immobiliare più che in un settore produttivo».
Follesa conclude ponendo la questione della qualità del lavoro ricordando come ci sia: «Una grande proliferazione, ad esempio nelle aziende chimiche del territorio, dei lavori in cooperativa, ovvero interinali che vengono assunti a contratto, questo anche nelle poche attività di concia rimaste, che non assumono ma occupano in questo modo».

lunedì 3 ottobre 2011

A Trissino i conflitti si fanno sugli interessi, VicenzaPiù pone la lente di ingrandimento sulla nostra Giunta leghista

Il Partito Democratico di Trissino si rammarica dello spiacevole episodio occorso nell'ultima seduta del Consiglio Comunale, in cui è stato impedito ad un giornalista di compiere il suo lavoro liberamente. Chiede che sia fatta luce sul caso ed esprime solidarietà, poiché non vorremmo che tale comportamento dipendesse dalle posizioni espresse nelle domande che pone l'articolo. Tutta la stampa ha il diritto di intervenire nel Consiglio Comunale e dare informazioni, anche se non è invitata o chiamata dagli addetti stampa.
Abbiamo già sollevato i nostri dubbi nel Consiglio Comunale, ma quanto riporta l'articolo merita una maggiore attenzione sia sull'aspetto della gestione dell'ambiente che sulle questioni del nuovo piano di assetto del territorio fermo da oltre due anni e di fatto desaparecido ad opera di questa giunta.

sabato 10 settembre 2011

Pd, idea geniale: punire gli elettori


pubblicata da Marco Travaglio il giorno venerdì 9 settembre 2011 alle ore 20.35Carta Canta, l'Espresso - 9 settembre 2011
Devono avere qualche colpa atavica, qualche peccato originale da espiare, gli elettori del Pd, per meritarsi un gruppo dirigente così. Le cronache degli ultimi giorni assicurano che, alle feste del partito dove il comitato promotore del referendum contro il Porcellum elettorale riesce a piazzare un banchetto per le firme, si forma subito una lunga fila di gente entusiasta con la penna in  mano. Ma ufficialmente il Pd, che anche su questa materia ha una mezza dozzina di posizioni diverse, non aderisce. Per non urtare gli eterni promessi sposi D’Alema e CasiniBersani predica “la via parlamentare”, nell’illusione che i partiti rinunceranno spontaneamente al privilegio di nominarsi i deputati e i senatori che preferiscono. Come sperare che il tacchino si autoinviti al pranzo di Natale. A nulla è servita la lezione di giugno, quando il Pd mise il cappello sui referendum contro la privatizzazione dell’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento voluti da Di Pietro e da varie associazioni, dopo averli derisi e sabotati fino a qualche settimana prima, e senza nemmeno chiedere scusa per i madornali errori commessi.

Un anno prima, mentre il popolo del centrosinistra si mobilitava per raccogliere le firme, Bersani dichiarava: “Noi non abbiamo una strategia referendaria perchè in 15 anni si sono persi 24 referendum e poi perchè il referendum manca dell'aspetto propositivo” (22.4.2010). Ancora alla vigilia il profeta veltroniano Giorgio Tonini vaticinava: “E' più facile vincere all'Enalotto che al referendum. I referendum sono un'arma spuntata. Tra astensioni e No,  Berlusconi si ascriverà a se stesso la vittoria” (6.3.2011). Sappiamo poi com’è andata: già suonato dal doppio kappaò a Napoli e a Milano, il Cavaliere finì al tappeto proprio grazie ai tre referendum. E lì sarebbe rimasto se i Tafazzi del Pd non avessero subito ricominciato a lavorare per lui, riuscendo nel breve volgere dei mesi estivi a spegnere con scandali e astruserie varie il ritrovato entusiasmo dei loro elettori.

Ora si apprestano a gettare alle ortiche un’occasione formidabile per coagulare un fronte ancor più ampio e trasversale di cittadini, visto che - sondaggi alla mano - il Porcellum è la legge più detestata non soltanto dall’elettorato di sinistra, ma anche del Pdl, della Lega e del fronte astensionista. Prodi eVeltroni firmano. Di Pietro, Vendola e Parisi raccolgono firme. I dalemiani e i dc alla Fioronipuntano i piedi. Intanto il tempo passa: per raggiungere le fatidiche 500 mila firme c’è tempo sino a fine settembre. L’ennesima dissociazione fra base e vertice: elettori da una parte, gruppo dirigente dall'altra. E non è nemmeno un problema generazionale. Se Bersani e D’Alema hanno 60 anni suonati,Enrico Letta ne ha “appena” 45. Ma pare più vecchio dello zio Gianni.

venerdì 26 agosto 2011

Il PD vicentino vuole salvare l'8 settembre - COMUNICATO STAMPA



festademocraticaquarto076Non si risolleva un paese attaccandone le tradizioni, quelle più vere e importanti. Così Federico Ginato, Segretario provinciale PD, annuncia una mobilitazione del Partito Democratico in difesa dell'8 settembre. Per la città e la provincia di Vicenza - sottolinea Ginato - l'8 settembre è la Festa per antonomasia, attesa e amata da tutti i vicentini che affollano le celebrazioni religiose in onore della Madonna di Monte Berico e i tanti appuntamenti culturali. E' singolare che la Lega, così attenta a difendere i simboli della tradizione cristiana, si schieri a favore della soppressione di una festa così importante per i vicentini, oltretutto danneggiando il turismo che vede arrivare ogni anno numerosi fedeli e visitatori i quali approfittano "del ponte dei oto" per ammirare Vicenza.